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IB - VAMPIRETTA
il mer 26 novembre 2008
da Alessandro Lista autori
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"http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd">Documento senza titolo

Groupie, splatter, urban fantasy, suicide girl, vampirismo, punk…basta fare una ricerca su Google per ottenere alcuni risultati in termini di recensioni o segnalazioni su questo testo edito da Fazi. Anche su siti tutto sommato lontani in quanto a tematiche letterarie. E certamente questo è un dato indicativo sul richiamo che il libro (a cominciare dalla copertina stessa) può ottenere.
La storia di Vampiretta è molto semplice: Lara, una laureanda in letteratura che vorrebbe lavorare nel mondo dell'editoria, si mantiene facendo la cassiera in un negozio di abbigliamento, ha le sue fobie, come le gallerie dell'autostrada, gli uomini con i cappotti sporchi, il ferro (la pistola) dei poliziotti, la droga che usano certi uomini per violentare la malcapitata di turno, ecc. Insomma, all'apparenza, una ragazza come tante. Ma ha una particolarità che la rende diversa. È una groupie (dare un'occhiata a wikipedia per maggiori informazioni), ovvero una fan ossessionata dalla letteratura ma, soprattutto, dagli scrittori. E fin qui niente di strano. Tuttavia, un giorno assiste alla presentazione di Come Dio comanda di Ammanniti (Niccolòammanniti), riesce ad imbucarsi al dopo presentazione e infine, con uno stratagemma a rimanere sola con lo scrittore, a casa di questi, e ad andarci a letto. Ma, nel corso della seconda fellatio della sua vita succede l'imprevedibile. Lara, la commessa laureanda piena di fobie, uccide Niccolòammanniti evirandolo e succhiandogli il sangue dal basso ventre, come una vampira.
Quando il corpo viene scoperto si scatenano giornali, televisioni, uno spontaneo moto popolare che finisce per trasfigurare lo scrittore, iconizzarlo, farne un simbolo. La polizia brancola nel buio, nessuno ha associato Lara all'omicidio. Lara, dal canto suo, è sconvolta, non sa cosa gli sia successo, cerca su internet e chiede aiuto alla madre (pittrice sempre in giro per il mondo). Questa gli svela che come lei, la nonna e Monica Bellucci, Lara è una vampira. Quello che è avvenuto è, in fondo, normale , basta sapersi controllare…ma Vampiretta non sa controllarsi. Da qui la storia si dipana in una lunga catena di scrittori (non solo italiani) che subiscono quella morte: evirazione e dissanguamento. Lara stessa progressivamente muta, cambia. Sia psicologicamente che fisicamente. Attraverso varie peripezie, di cui tra gli altri fanno le spese anche Timi, Culicchia, Veronesi, Genna (per citarne solo alcuni), diviene un personaggio diverso. Niente più normalità e fobie dietro cui nascondersi, ma solo la necessità di fare i conti con ciò che si è. Fino ad arrivare al finale , che per correttezza non sveliamo.

Vaniamo all'autore/autrice. Non ha nome e cognome e si nasconde dietro pseudonimo. In un'intervista uscita da qualche parte sembra che sia “una donna che di chiara di avere trenta anni e di vivere al nord”. Qualcun altro invece è più che sicuro che non si tratti d'altri che di Giuseppe Genna in persona. Sarebbe certo un esercizio letterario non di poco conto uccidere se stessi in un romanzo…di sicuro, da alcune tenui affinità di approccio (più che di stile) con Zone umide di Charlotte Roche se l'autore fosse un uomo avrebbe dato un ottimo esempio di mimesi letteraria (di genere). Ad ogni modo usciamo dal gossip e torniamo al testo. L'escamotage dello pseudonimo è ormai piuttosto abusato come trovata pubblicitaria e non mette conto di essere approfondito oltre.

Dal testo si può desumere che l'autore/autrice abbia un'ottima conoscenza del mondo editoriale e, volendo, si può trarne anche un abbozzo di poetica che, citando la controcopertina del libro stesso può essere così riassunta:

“Attraverso il ritratto surre ale e tenero, sanguinario e a tratti esilarante di una groupie assassina che percorre il mondo delle lettere vivisezionandone i protagonisti, i riti, i vizi e le manie, Vampiretta ci regala una perfetta rappresentazione rock'n'roll dell'attu ale rapporto tra scrittori e lettori, in cui la passione per la letteratura si reifica in un culto isterico per l'oggetto libro e per lo scrittore stesso, smarrito tra festival e “colazioni con gli autori”, da vedere e toccare, più che da leggere.”


In parte possiamo anche essere d'accordo con questa definizione, anche se, francamente, essa pare più un pretesto per il gioco leggero e pop della storia. Così come leggero e pop è anche lo stile: molto promettente nelle prime pagine ma nel complesso, come spesso succede, troppo ugu ale a se stesso fino al termine, per certi versi deconcentrandosi e perdendo in parte il mordente descrittivo per focalizzarsi maggiormente sugli aspetti più meramente narrativi. Nelle diverse recensioni che abbiamo letto si pone l'accento sull'aspetto splatter, quasi horror, di certe descrizioni. A noi invece queste sono parse quasi manieristiche, troppo politically correct, con limitato mordente ed originalità.

In un'intervista pubblicata sul sito della Repubblica che consiglio di leggere se si vuole approfondire la conoscenza di questo libro, l'autore/autrice offre uno spaccato tutto sommato, e ci dispiace affermarlo in quanto non è mai nostro intento polemizzare, piuttosto contraddittorio di sé. Ma su una cosa siamo pienamente d'accordo con lui/lei: questo libro non vuole essere altro che un divertissement. Molto lontano dalle idee letterarie di Charlotte Roche o da uno stile di scrittura veramente punk e allo stesso tempo consapevolmente letterario come quello di Irvine Welsh. Certo, solo un divertissement, che stilisticamente avrebbe potuto essere scritto paro paro negli anni settanta, tuttavia l'idea è buona, un buon pretesto perché il mondo letterario italiano cominciasse a fare un po' di autocritica (forse non ne ha bisogno ma è sempre bene darsi un tono, cercare di capire chi siamo, da dove arriviamo e dove stiamo andando…). Invece, a nostro parere, Vampiretta di IB finisce con l'essere semplicemente una buona lettura di intrattenimento. Se solo questo era l'intento allora è pienamente riuscito.

Risorse e riferimenti bibliografici:

http://www.kaleydoslibri.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=9140
http://dweb.repubblica.it/dweb/2008/09/27/culturaespettacoli/culturaespettacoli/278let616278.html
http://www.sonicbands.it/fantascienza/126665-vampiretta.html
http://www.horrormagazine.it/notizie/3558/
http://www.marieclaire.it/magazine/ricreazione/la-groupie-letteraria
http://weirde.splinder.com/post/18603665/Alcuni+interessanti+libri+urba
http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1144
http://it.wikipedia.org/wiki/Groupie


"http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd">Documento senza titolo
 

Groupie, splatter, urban fantasy, suicide girl, vampirismo, punk…basta fare una ricerca su Google per ottenere alcuni risultati in termini di recensioni o segnalazioni su questo testo edito da Fazi. Anche su siti tutto sommato lontani in quanto a tematiche letterarie. E certamente questo è un dato indicativo sul richiamo che il libro (a cominciare dalla copertina stessa) può ottenere.
La storia di Vampiretta è molto semplice: Lara, una laureanda in letteratura che vorrebbe lavorare nel mondo dell'editoria, si mantiene facendo la cassiera in un negozio di abbigliamento, ha le sue fobie, come le gallerie dell'autostrada, gli uomini con i cappotti sporchi, il ferro (la pistola) dei poliziotti, la droga che usano certi uomini per violentare la malcapitata di turno, ecc. Insomma, all'apparenza, una ragazza come tante. Ma ha una particolarità che la rende diversa. È una groupie (dare un'occhiata a wikipedia per maggiori informazioni), ovvero una fan ossessionata dalla letteratura ma, soprattutto, dagli scrittori. E fin qui niente di strano. Tuttavia, un giorno assiste alla presentazione di Come Dio comanda di Ammanniti (Niccolòammanniti), riesce ad imbucarsi al dopo presentazione e infine, con uno stratagemma a rimanere sola con lo scrittore, a casa di questi, e ad andarci a letto. Ma, nel corso della seconda fellatio della sua vita succede l'imprevedibile. Lara, la commessa laureanda piena di fobie, uccide Niccolòammanniti evirandolo e succhiandogli il sangue dal basso ventre, come una vampira.
Quando il corpo viene scoperto si scatenano giornali, televisioni, uno spontaneo moto popolare che finisce per trasfigurare lo scrittore, iconizzarlo, farne un simbolo. La polizia brancola nel buio, nessuno ha associato Lara all'omicidio. Lara, dal canto suo, è sconvolta, non sa cosa gli sia successo, cerca su internet e chiede aiuto alla madre (pittrice sempre in giro per il mondo). Questa gli svela che come lei, la nonna e Monica Bellucci, Lara è una vampira. Quello che è avvenuto è, in fondo, normale , basta sapersi controllare…ma Vampiretta non sa controllarsi. Da qui la storia si dipana in una lunga catena di scrittori (non solo italiani) che subiscono quella morte: evirazione e dissanguamento. Lara stessa progressivamente muta, cambia. Sia psicologicamente che fisicamente. Attraverso varie peripezie, di cui tra gli altri fanno le spese anche Timi, Culicchia, Veronesi, Genna (per citarne solo alcuni), diviene un personaggio diverso. Niente più normalità e fobie dietro cui nascondersi, ma solo la necessità di fare i conti con ciò che si è. Fino ad arrivare al finale , che per correttezza non sveliamo.
 

Vaniamo all'autore/autrice. Non ha nome e cognome e si nasconde dietro pseudonimo. In un'intervista uscita da qualche parte sembra che sia “una donna che di chiara di avere trenta anni e di vivere al nord”. Qualcun altro invece è più che sicuro che non si tratti d'altri che di Giuseppe Genna in persona. Sarebbe certo un esercizio letterario non di poco conto uccidere se stessi in un romanzo…di sicuro, da alcune tenui affinità di approccio (più che di stile) con Zone umide di Charlotte Roche se l'autore fosse un uomo avrebbe dato un ottimo esempio di mimesi letteraria (di genere). Ad ogni modo usciamo dal gossip e torniamo al testo. L'escamotage dello pseudonimo è ormai piuttosto abusato come trovata pubblicitaria e non mette conto di essere approfondito oltre.
 

Dal testo si può desumere che l'autore/autrice abbia un'ottima conoscenza del mondo editoriale e, volendo, si può trarne anche un abbozzo di poetica che, citando la controcopertina del libro stesso può essere così riassunta:
 

“Attraverso il ritratto surre ale e tenero, sanguinario e a tratti esilarante di una groupie assassina che percorre il mondo delle lettere vivisezionandone i protagonisti, i riti, i vizi e le manie, Vampiretta ci regala una perfetta rappresentazione rock'n'roll dell'attu ale rapporto tra scrittori e lettori, in cui la passione per la letteratura si reifica in un culto isterico per l'oggetto libro e per lo scrittore stesso, smarrito tra festival e “colazioni con gli autori”, da vedere e toccare, più che da leggere.”

 

In parte possiamo anche essere d'accordo con questa definizione, anche se, francamente, essa pare più un pretesto per il gioco leggero e pop della storia. Così come leggero e pop è anche lo stile: molto promettente nelle prime pagine ma nel complesso, come spesso succede, troppo ugu ale a se stesso fino al termine, per certi versi deconcentrandosi e perdendo in parte il mordente descrittivo per focalizzarsi maggiormente sugli aspetti più meramente narrativi. Nelle diverse recensioni che abbiamo letto si pone l'accento sull'aspetto splatter, quasi horror, di certe descrizioni. A noi invece queste sono parse quasi manieristiche, troppo politically correct, con limitato mordente ed originalità.
 

In un'intervista pubblicata sul sito della Repubblica che consiglio di leggere se si vuole approfondire la conoscenza di questo libro, l'autore/autrice offre uno spaccato tutto sommato, e ci dispiace affermarlo in quanto non è mai nostro intento polemizzare, piuttosto contraddittorio di sé. Ma su una cosa siamo pienamente d'accordo con lui/lei: questo libro non vuole essere altro che un divertissement. Molto lontano dalle idee letterarie di Charlotte Roche o da uno stile di scrittura veramente punk e allo stesso tempo consapevolmente letterario come quello di Irvine Welsh. Certo, solo un divertissement, che stilisticamente avrebbe potuto essere scritto paro paro negli anni settanta, tuttavia l'idea è buona, un buon pretesto perché il mondo letterario italiano cominciasse a fare un po' di autocritica (forse non ne ha bisogno ma è sempre bene darsi un tono, cercare di capire chi siamo, da dove arriviamo e dove stiamo andando…). Invece, a nostro parere, Vampiretta di IB finisce con l'essere semplicemente una buona lettura di intrattenimento. Se solo questo era l'intento allora è pienamente riuscito.
 

Risorse e riferimenti bibliografici:

http://www.kaleydoslibri.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=9140
http://dweb.repubblica.it/dweb/2008/09/27/culturaespettacoli/culturaespettacoli/278let616278.html
http://www.sonicbands.it/fantascienza/126665-vampiretta.html
http://www.horrormagazine.it/notizie/3558/
http://www.marieclaire.it/magazine/ricreazione/la-groupie-letteraria
http://weirde.splinder.com/post/18603665/Alcuni+interessanti+libri+urba
http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1144
http://it.wikipedia.org/wiki/Groupie
 


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